venerdì 2 giugno 2017

16 incontro 08 febbraio 2017  Prof. domenico saracino
“Le antiche vie della transumanza e dei siti romani dell’Alto Bradano”
“La transumanza consisteva nello spostamento di masse armentizie dalla montagna verso la pianura e viceversa con l'alternarsi delle stagioni, seguendo in un certo modo “l'erbaggio fresco” per la nutrizione degli animali, in estate le greggi stazionavano sulle montagne nei boschi, mentre l'inverno si spostavano a bassa quota verso le pianure al riparo del freddo.
Non sappiamo quando il movimento transumante abbia avuto origine, l'indagine archeologica dimostra che la transumanza è un fenomeno antichissimo.
Alcuni convegni tenuti negli anni novanta in terra abruzzese riguardanti la transumanza hanno posto l'interesse sull'argomento, occupandosi non solo della storia, dell'attività e dei prodotti derivanti dall'attività pastorale, ma è emerso al contempo l'importanza del recupero delle lunghe vie erbose, i cosiddetti "Tratturi" che i pastori percorrevano annualmente verso l’Apulia, e spesso anche la Lucania.
“I pastori non dovevano coprire grosse distanze per il trasferimento dei loro armenti; l'estate godevano delle risorse in altura tra boschi e pascoli montani, ricchi di erbaggio fresco e sorgenti d'acqua intorno ai siti prima citati, mentre l'inverno si spostavano verso la valle Bradanica e Murgia Barese caratterizzate da clima invernale mite con abbondante erba per foraggiare gli animali”.
È proprio lungo le vie della transumanza che, per ovvie ragioni, sorgono i primi insediamenti rurali e le grandi ville romane.
“Nel periodo romano tardo repubblicano a valle del comune di Oppido L. ( a Sud-Est) sorgono due grandi ville localizzate sulle mappe come "Masseria Ciccotti e "S.Gilio".
Queste ville rivestivano un ruolo centrale nel comprensorio dell'alto Bradano; nei pressi era collocata un'altra importante Villa-fattoria, quella di località S.Pietro di Tolve. Successivamente nel periodo imperiale entro il raggio di pochi chilometri sorgono dei siti "satellite" delle villae rusticae , a testimonianza di un notevole sfruttamento del fertile territorio oltre che a zona di permanenza e attraversamento di transumanza.
Questi insediamenti produttivi erano dei grossi punti di riferimento, di raccolta e di trasformazione di prodotti cerealicoli oltre che di allevamento animale. Le ville, inoltre, erano ubicate entro un territorio che comprendeva i "Municipium" di Bantia, Acerentia (probabile municipium) ed in collegamento con Potentia, che insieme a Grumentum rappresentava il più importante centro urbano della Lucania interna. Non lontano si trovavano il sito di Festula nei pressi di Genzano, ed i siti di Civita di Tricarico e Calle, dove, oltre ad una grossa villa, era presente anche una grande fornace che forniva manufatti ceramici in quasi tutti i centri della Lucania”.
I suddetti siti sono collocati in posizione ottimale sia dal punto di vista dello sfruttamento del fertile suolo e sia strategico rispetto all'antica viabilità principale, favorita come già accennato dalla morfologia del territorio abbastanza piano, situazione non frequente per una regione montuosa come la Lucania. A differenza dell'entroterra appenninico difficile da percorrere se non a piedi o con animali da soma, la parte orientale della regione di cui stiamo trattando, si presta ad essere percorsa anche da mezzi di trasporto su ruote.
Il trasporto su ruote era condizione favorevole per le necessità durante il periodo imperiale romano, quando la rete delle vie di comunicazione divenne ben strutturata e organizzata per il transito degli eserciti e delle merci diretti verso la Capitale e la periferia dell'impero. Da documenti medievali ci viene una conferma riguardo la percorribilità con mezzi su ruota di alcuni percorsi del comprensorio; con il termine "Carrara" o "Carrera "sono indicati dei tratturi nel territorio di Genzano mentre nella descrizione dei possedimenti dell'Abadia di Banzi annotata nel documento di età normanna prima citato, troviamo "ad viam uadi Carrara" che conduce verso Gravina.
Vediamo in dettaglio le strade che interessavano il comprensorio Bradanico:
1) La strada proveniente da Avigliano —S.Nicola di Pietragalla, faceva parte di un lungo percorso che dalla Campania, attraverso Buccino -Muro Lucano - Ruoti, Avigliano- Oppido, proseguiva verso la Puglia attraverso Gravina. Per buona parte questo ricalcava il percorso delle mandrie di proprietà dei signori Orsini che tra il XVI e XVII sec. dalla montagna di Pisterola nel territorio di Muro L., prima dell'inverno venivano verso le valli dal clima più mite.
Quest'asse Tirreno-Adriatico metteva in collegamento i siti romani a partire da Volcei Buccino), Numistro (Muro L.), villa S. Giovanni di Ruoti e quindi Montrone (Oppido L.) , Villa di Mass. Ciccotti, villa di S.Gilio con possibilità di proseguire verso Egnatia sulla costa Adriatica. In una pianta del 1807 del territorio di Oppido L. disegnata da Samuele Corniola di Montepeloso (Irsina), viene denominata "Strada di Gravina sopra il ponte." In questo punto doveva esserci il "Pontis Sarraceni" citato in un documento del 1063 in cui si elencano e descrivono tutti i "tenimenti" della Badia di Banzi.
2) Il "Regio tratturo" Palmira-Monteserico —Canosa che va in direzione Nord-N.E. verso Canusium con la possibilità di intraprendere la via Appia verso Roma nei pressi di Monteserico. La strada, dopo aver attraversato Taverna Mennuni, nei pressi di Monteserico effettua una diramazione che si dirige verso la Murgia, passando per il Castello di Garagnone-Castel del Monte-Corato, Ruvo di P.-costa Adriatica.
 3) Questa strada rappresentava un altro asse Ovest-est (Tirreno-Adriatico): proveniente dalla piana del Sele, toccava i siti di Volcei, villa di S.Venere e villa di Pietrastretta (Vietri di P.), Villa di Malvaccaro (nei pressi), Potentia , Rossano di Vaglio (nei pressi), villa di S.Pietro di Tolve , villa di S. Gilio, villa di Mass. Ciccotti-Gravina di Puglia. A Partire da Potenza, era un importante percorso di transumanza'', frequentato da transumanti provenienti dalle montagne del potentino (montagne di Sellata, Rifreddo, Li Foi,) verso la valle bradanica, Gravina, Altamura o verso i pascoli di Banzi- Genzano (Monteserico).

D.M.
28 incontro 03 maggio 2017  mimmo maglione
“Il Parco archeologico di Grumento e il monastero di S.M. d’Orsoleo”
L’incontro odierno è stato dedicato alla presentazione del viaggio di istruzione che si effettuerà domenica 7 maggio. Il nostro socio Mimmo Maglione ha illustrato l’itinerario ed ha fornito alcune notizie relative sia al museo e parco archeologico di “Grumentum” che al monastero di S. Maria do Orsoleo.
Museo e parco archeologico
Il Museo Archeologico conserva testimonianze dei diversi insediamenti succedutisi nell’Alta Val d’Agri dall’età preistorica con particolare risalto alla storia dell’antica colonia romana di Grumentum, fondata nel 133 a.C.
Il museo è suddiviso in tre sezioni: Sezione “Preistoria”; Sezione “Preromana”; Sezione “Romana”. La Sezione Preistoria presenta i resti di grandi mammiferi vissuti nel Pleistocène, corredi funerari riferibili al IV sec. a.C, statuette votive riconducibili ad un piccolo santuario rurale di III sec. a.C.. Nella Sezione Romana sono esposti frammenti ceramici del periodo neolitico, materiali risalenti all’età del ferro e all’età arcaica, testimonianze del passaggio dal classicismo all'ellenismo. La Sezione Romana documenta i diversi aspetti della città di Grumentum: le attività produttive, commerciali e l'esercizio del culto.
Il parco archeologico racchiude i resti monumentali dell’antica città di Grumentum. Il percorso inizia con la visita alle strutture dell'acquedotto che entrava in città dal lato meridionale del pianoro e convogliava le acque captate circa 5 chilometri più a sud.
L'impianto urbano fu organizzato fin dalla fondazione della città secondo uno schema regolare di strade (tre decumani intersecati ortogonalmente da vari cardini); la pavimentazione fu rifatta nel II sec. d.C., e il decumano massimo, lungo il quale si affacciano numerosi monumenti, si conserva intatto per larghi tratti. Presso l'ingresso del parco archeologico si localizza il teatro, costruito in età giulio-claudia. Il teatro di Grumentum, come in generale il teatro romano, è costituito da tre parti, tra loro strettamente connesse a costituire un solido organismo centripeto: la cavea, l'orchestra e la scena.
Sull’area porticata dietro la scena del teatro, probabilmente utilizzata anche con funzioni di palestra, si affaccia il retro del Tempio A il cui ingresso principale era posto sul lato del decumano massimo. É probabile che fosse adibito al culto di Arpocrate, divinità egizia.
Proseguendo lungo il decumano massimo, si raggiunge l'ingresso della domus dei mosaici, uno dei complessi di maggior pregio dell'intera città, residenza di un personaggio molto importante della storia grumentina.
Non distante dalla domus dei mosaici si trova il Tempio B, dal culto non identificato. 
Proseguendo, si raggiungono le cosiddette Terme repubblicane, che in realtà furono in funzione fino al V sec. d.C., delle quali sono visibili l'apodyterium (spogliatoio), il frigidarium circolare, il tepidarium e il calidarium, con i sedili in muratura, e con il pavimento mosaicato che poggia sulle suspensurae che permettevano la diffusione del calore.
Percorrendo il decumano massimo si raggiunge il Foro che rappresenta una componente fondamentale della città romana: è infatti il fulcro della vita pubblica, un’ampia piazza aperta sulla quale si affacciano i principali edifici amministrativi, religiosi e commerciali.
Il Foro di Grumentum è di forma rettangolare: sui lati brevi, si affacciano, l'uno di fronte all'altro, il Tempio C probabilmente dedicato al culto imperiale e il Tempio D, o Capitolium dedicato alla triade e sede del Senato.
Poche decine di metri a sud sono perfettamente conservate le cosiddette Terme imperiali: lo straordinario complesso, uno dei meglio conservati al mondo, è del tipo "a schiera", orientato rispetto alla rete stradale urbana, e consta di 15 ambienti: l'ingresso principale si affacciava sul decumano inferiore, e, attraverso un corridoio, si accedeva alle latrine e al frigidarium, dove si è conservato uno splendido mosaico a tessere bianche, nere, grigie, blu scuro, turchese e verde con i motivi ittici di Scilla e dei Giganti.
Infine, seguendo l'itinerario, si raggiunge l'anfiteatro ubicato in posizione periferica rispetto all'abitato antico, lungo il limite nord-orientale del perimetro urbano, per gestire al meglio il notevole afflusso di pubblico che doveva accorrere durante le giornate di giochi, dagli abitati di tutta la valle.

Complesso monastico di S. Maria di Orsoleo
L'antico complesso monumentale di S. Maria d'Orsoleo, posto nel territorio di S. Arcangelo su una altura a cavallo tra il fiume Agri e il Sinni, domina i paesi della Valle dell'Agri.
Vi sono diverse ipotesi sulle origini del nome, ma la spiegazione più congrua per il nome Orsoleo sembra quella che lo fa derivare dalla lingua greco-bizantina.  Secondo questa ipotesi, dunque, il vocabolo Orsoleo si spiega con un etimologia basata sulle parole ouros (per metatesi urso o uros, che significa "guardiano, difesa, protettore) e leo (forma obliqua di leos che vuol dire popolo), quindi “Protettore del popolo”.
Documenti conservati nella Badia di Cava attestano che i fratellastri Daniele, miles, e Zaccaria, prete, sono proprietari di alcune terre nella valle detta Ursolei. Esse confinano con un appezzamento di terreno, dove c’è una cripta “sculta”, cioè una grotta artificiale scavata nella roccia dai monaci italo - greci. Nel 1192 i due acquistano la collina e, presso la grotta, erigono una chiesa la cui costruzione si protrae fino al 1200. Intorno ad essa sorgono delle abitazioni.
Il monastero risale al XV secolo quando nel 1474 il conte Eligio II della Marra, principe di Stigliano e conte di Aliano, per ringraziare la Madonna del suo aiuto durante la lotta contro il drago, e per rinnovarne l’antico culto e la devozione inglobò nel complesso monastico edificato a sue spese la vecchia cappella di S. Maria, costruita dai fratelli Daniele e Zaccaria nel 1192, mettendolo a disposizione dei Padri Francescani osservanti, i quali s’insediano nel 1474.
Il Monastero fu ingrandito e decorato dal successore nipote di Eligio, Antonio Carafa Della Marra. Le volte e le pareti del portico sono state affrescate dal Todisco, il quale ha firmato il suo lavoro nella grande scena della “Adorazione dei Magi” sulla parete meridionale al pian terreno.
Successivamente il Convento di Orsoleo diventa il più importante della Basilicata perché sede illustre di studi filosofici e teologici del Ministro Provinciale per la regione. Diventa anche uno dei più ricchi. La crescita rigogliosa del convento fu interrotta dalle dure leggi eversive post-unitarie che portarono alla soppressione di tutti gli Ordini e le congregazioni religiose. (1866)
La proprietà si sminuzza. L’intero complesso, dopo essere passato di mano in mano, nel 1987 viene acquistato dalla Regione Basilicata che lo tiene per lungo tempo inutilizzato.
Ultimamente il complesso monumentale è stato oggetto di una vasta opera di restauro, che ha restituito al convento il suo antico splendore. Oggi è sede di un museo multimediale che, percorrendo i luoghi del monastero, porta il visitatore a rivivere la storia che abbiamo sin qui raccontato.
Il convento
Il convento contiene due chiostri quadrangolari: il primo, minore, risale al 1474, il secondo, maggiore, al 1600.
Il chiostro minore, attorno a cui si sviluppa, conserva numerosi affreschi del 1500, tra cui una composizione raffigurante la Pietà del Cristo ed alcuni episodi della vita di S. Francesco.
La chiesa
La chiesa, situata ad un lato del convento, conserva un altare intagliato ed il soffitto ligneo policromo.
Il vano retrostante l'altare maggiore si sviluppa in forma quadrangolare; in esso è allineato il pregevole Coro ligneo con formelle scolpite le cui figure evocano vibranti presenze zoomorfe. Tale Coro rappresenta una delle più interessanti pagine della storia locale dell'arte dell’intaglio.
D.M.





27 incontro 26 aprile 2017 dott. michele lioi – cav. vincenzo anobile
“Croce Rossa Italiana: Storia, finalità, ruolo del volontariato”
Il dottor Lioi ha iniziato la sua relazione presentando la sezione di Croce Rossa di Oppido che conta attualmente 30 soci, alcuni dei quali abilitati al trasporto  di infermi, essendo la sezione già dotata di ambulanza. Per svolgere più adeguatamente i suoi compiti ha però necessità di ampliare la sua base sociale e da qui l'invito ai presenti perché rispondano a questa esigenza.
Ha poi tracciato una breve storia della Croce Rossa.
Il cittadino svizzero I.H.Dunant, impressionato dalla carneficina di militari e dalla disorganizzazione dei soccorsi ai feriti durante la battaglia di Solferino (24-6-1859)
crea un Comitato di soccorso ai feriti durante i conflitti, divenuto poi Comitato Internazionale della Croce Rossa. Importante fu la conferenza diplomatica convocata dal Governo Elvetico al termine della quale i rappresentanti di 12 nazioni ratificarono la 1° Convenzione di Ginevra per il miglioramento della sorte dei feriti in battaglia (22-8-1864). Il fondatore della Croce Rossa Italiana fu il medico milanese Cesare Castiglioni che accolse anche le sollecitazioni del medico Ferdinando Palasciano, dando vita al 1° Comitato Italiano (15-6-1864).
Le attività vengono poi sempre più rivolte ad assistenza umanitaria in tempo di pace, come interventi per calamità naturali o per qualsiasi altra necessità pubblica.
I paesi arabi, pur aderendo ai principi della Croce Rossa, sostituirono la croce- ritenuta segno religioso- con la Mezza Luna, che contrassegna così il loro emblema. Il movimento della Croce Rossa e della Mezza Luna Rossa, ormai diffuso in tutto il mondo, opera sulla base di sette principi fondamentali:
1- Umanità: prevenire e alleviare le sofferenze degli uomini, proteggere la loro vita e la salute. far rispettare la persona umana e operare per l'amicizia e la pace fra i popoli;
2- Imparzialità: soccorrere tutti gli individui senza distinzione di razza, religione, nazionalità;
3- Neutralità: non parteggiare per nessuna delle parti in causa nelle ostilità o nelle controversie in tempo di pace;
4- Indipendenza: conservare l'autonomia dal potere politico, pur rispettando le leggi dei paesi in cui si opera;
5- Volontarietà: perché è un movimento di soccorso volontario e disinteressato;
6- Unità: dovrà esserci un'unica società in ciascuno Stato;
7- Universalità: operare e collaborare insieme in tutte le Nazioni e le situazioni in cui si presta soccorso.
Ha preso quindi la parola il Cav. Anobile, Presidente del Comitato Regionale della C.R.I. che conta ormai 4.000 iscritti. Ha sostenuto la necessità del volontariato in questa Associazione che, passata nel 2014 da Ente Pubblico ad Ente privato, ha bisogno della collaborazione di tutti per perseguire le sue finalità assistenziali.
Ha in programma la costituzione di un Comitato autonomo ad Acerenza formato dalle sezioni di 12 comuni vicini, per rendere più agevole la collaborazione fra loro
e l’istituzione di corsi per preparare gli associati ai soccorsi e la formazione di gruppi di infermieri volontari. Ha poi evidenziato il piacere di aiutare le persone in difficoltà e la soddisfazione che si ricava da un atto di generosità e gratuità, invitando quindi ad iscriversi e frequentare i corsi che saranno istituiti.
E' seguita poi una manifestazione di soccorso ad una persona colpita da arresto cardiaco, durante la quale un volontario ha mostrato le prime cure: il posizionamento corretto dell’ammalato, il massaggio cardiaco e l'uso del defibrillatore, il tutto con le adeguate spiegazioni mediche del dottor Lioi.
Tutti i numerosi presenti hanno seguito con attenzione ed interesse.

G.D.F.

lunedì 22 maggio 2017

30 incontro 17 maggio 2017 assemblea degli iscritti

Il giorno 17 maggio 2017, previo avviso affisso all’albo, in luoghi pubblici e sul proprio blog, nella sede dell’associazione si è tenuta, in seconda convocazione, l’Assemblea degli iscritti all’Uni-Tre di Oppido L. con il seguente ordine del giorno:
1.      – Riflessioni sulle attività svolte nell'anno sociale 2016/2017;
2.    –Indicazioni di massima delle attività da svolgere nell'anno sociale 2017/2018;
3.    - Varie ed eventuali.
Il Presidente, constatata la validità della riunione per il numero degli intervenuti, dopo un breve saluto ai presenti, in modo particolare gli amici dei paesi limitrofi, è passato ad esaminare i punti posti all’o.d.g.:
1.      – Riflessioni sulle attività svolte nell'anno sociale 2016/2017;
Il Presidente ha ricordato le attività svolte nel passato anno, rimarcando i punti salienti ed esprimendo il rammarico per quelle attività che non è stato possibile realizzare. Tutta l’attività svolta, come per i due anni precedenti, sarà documentata in un opuscolo stampato che tutti potranno visionare. Ha ricordato, in particolare, gli incontri che hanno avuto come oggetto la musica, il cinema, la raccolta di erbe e piantine spontanee della nostra zona, l’incontro con gli amici dell’Uni Tre di Castellaneta che sono venuti a visitare il nostro paese. Infine il Presidente ha voluto ricordare il Viaggio di istruzione effettuato di recente al Museo di Grumentum, al  parco archeologico della Val d’Agri e al complesso monastico di S. Maria d’Orsoleo. Ha messo in evidenza come i soci si sono mostrati interessati alla nostra storia, spinti dalla voglia di saper e di conoscere.
Auspicando, per il futuro, una maggiore collaborazione tra le varie associazioni che operano sul territorio, al  fine di evitare l’accavallamento di eventi, ha poi espresso il rammarico per quelle attività che per motivi vari non è stato possibile realizzare, come ad esempio l’uscita sul territorio per visitare la sorgente che alimentava l’antico acquedotto romano.
Ha proseguito il suo intervento ringraziando l’Amministrazione comunale che anche quest’anno ci ha concesso l’uso della biblioteca per tenere i nostri incontri settimanali ed in modo particolare tutti i Relatori che, in maniera assolutamente disinteressata, si sono avvicendati nel corso dell’anno e senza i quali la nostra attività non si sarebbe potuto svolgere.
2–Indicazioni di massima delle attività da svolgere nell'anno sociale 2017/2018.
Proseguendo nel suo intervento il Presidente ha sollecitato tutti i presenti a proporre temi ed attività da programmare per il prossimo anno. Ha manifestato l’intenzione di aprire la sede anche nella giornata di venerdì ed ha a sua volta suggerito alcune attività per il prossimo anno:
- Il problema del lavoro; i mestieri di ieri e di oggi; la salute; i giovani.
Si è unanimemente deciso che per l’inizio del prossimo anno accademico si effettuerà un viaggio di istruzione a Venosa, viaggio che nei dettagli sarà definito alla ripresa delle attività.
La relazione del presidente e le proposte avanzate sono state approvate all’unanimità.
Oppido Lucano, 17 maggio 2017
         Il Segretario                                                                Il Presidente
          D. Maglione                                                                G. De Felice


giovedì 18 maggio 2017

29 incontro 10 maggio 2017 dott.ssa franca boad
docente Universita’ di edmonton (canada)
“Le trasformazioni della pastorizia e dell’agricoltura e le conseguenze sull’ecologia”

La dottoressa Franca Boag ha iniziato la sua relazione ricordando le buone tecniche colturali del passato, in agricoltura e nella pastorizia, in parte superate ma che conservano ancora una indubbia validità e che meritano di essere ricordate.
Lo spezzettamento del fondo padronale e l'ubicazione in posti diversi a volte lontani nell'agro comunale, creava certamente problemi per la coltivazione per lo spostamento di uomini e mezzi, ma si poteva rivelare  utile: una calamità naturale - una grandinata, un incendio- poteva distruggere la produzione in un appezzamento ma il raccolto negli altri assicurava i mezzi di sussistenza alla famiglia. Si potevano anche allocare meglio le diverse colture, sfruttando le caratteristiche morfologiche dei terreni: vigneti, oliveti e frutteti nei luoghi freschi di collina, cereali e foraggere nelle assolate pianure.
Molto utile era il sovescio delle leguminose - fave, favino, veccia - nelle colture arboree che assicurava l'apporto di azoto; altrettanto utile lo spargimento del letame prodotto dagli animali dell'azienda, concimazioni naturali che evitavano l'impoverimento fisico dei terreni, come è poi avvenuto con l'uso intensivo dei concimi chimici. 
Tecnica antica usata  tuttora era la rotazione delle colture con il,ciclo triennale: cereali, leguminose o foraggere, maggese nudo che la Comunità Europea ha incoraggiato da qualche anno, inizialmente con il set. aside ( terreni a riposo) ed ora imponendo, nelle aziende medie e grandi, la diversificazione delle colture per poter accedere ai fondi comunitari.
Si guarda con sospetto l'utilizzo del fuoco nei campi e con ragione quando d'estate vasti incendi originati dalla bruciatura delle stoppie sconfinano incontrollabili distruggendo altre colture o parti di bosco. Ma l'uso corretto del fuoco è utile per la distruzione di erbe infestanti, per il controllo di insetti dannosi , come le pericolose zecche nei pascoli, per il sottobosco dove rovi e ramaglie secche impediscono la ricrescita di una vegetazione giovane.
Antichissimo è l'addomesticamento e lo sfruttamento degli animali da parte dell'uomo; ne abbiamo testimonianza anche nel nostro territorio con i resti delle ville rustiche romane dove sono ancora ben visibili le vasche adibite al lavaggio della lana di pecora. La pastorizia diffusa nel passato si rivelava molto utile oltre che per la fornitura di lana, carne, latte e derivati, perché con il pascolo assicurava il controllo della vegetazione, contribuiva a tenere basse alcune colture cerealicole evitando l'allettamento, apportava al terreno concime e distribuzione di semi che venivano espulsi dopo la digestione. Le capre erano particolarmente utili per la pulizia dei boschi perché mangiavano i rami bassi delle piante e la vegetazione del sottobosco, assicurando la ricrescita di vegetazione giovane.
La relazione è stata accompagnata dalla proiezione di belle immagini di paesaggi, di contadini e di pastori che la dottoressa ha ripreso nel nostro territorio.

G.D.F.

lunedì 15 maggio 2017


CONVOCAZIONE ASSEMBLEA
Agli iscritti UNITRE
Sezione di Oppido Lucano

È convocata per Mercoledì 17 maggio 2017, alle ore 18.00 ed eventualmente alle ore 19.00, presso la Biblioteca comunale, l’Assemblea degli iscritti dell’UNITRE per discutere il seguente o.d.g.:

1.     – Riflessioni sulle attività svolte nell'anno sociale 2016/2017;
2.     –Indicazioni di massima delle attività da svolgere nell'anno sociale 2017/2018;
3.     - Varie ed eventuali.


Oppido Lucano, 12-05-2017.                                                   Il Presidente
                                                                                          G. De  Felice


giovedì 11 maggio 2017

23 incontro 29 aprile  2017 sig. rocco tiziano lacapra
Fisioterapista – Presidente del Coordinamento Regionale delle   Associazioni delle Professioni Sanitarie – CoReAPS Basilicata
Movimento e salute
Nell’inc0ntro di questa sera Rocco Tiziano Lacapra, Fisioterapista – Presidente del Coordinamento Regionale delle Associazioni delle Professioni Sanitarie – CoReAPS Basilicata ci ha parlato del rapporto tra movimento e salute. Ha iniziato spiegando come la salute sia una condizione di completo benessere fisico, psichico e sociale per illustrare poi la figura del fisioterapista ed il suo compito.
Il fisioterapista è l’operatore socio sanitario che si occupa della prevenzione, della cura e della riabilitazione di patologie di cui il soggetto è affetto.
Le patologie possono essere di diverso tipo: ortopediche o neurologiche, reumatiche, respiratorie, cardiache, da ustioni, e altre. Il compito del terapista è quello di intervenire, effettuare una valutazione della patologia e quindi assumere i necessari provvedimenti. Ha quindi posto l’accento sull’importanza della prevenzione, tenendo a sottolineare come il movimento sia prevenzione.
E’ passato quindi a mostrare come i diversi apparati e sistemi del nostro corpo ed il loro perfetto funzionamento siano condizione indispensabile per un benessere fisico.
Ha illustrato il funzionamento dell’apparato circolatorio e respiratorio, e gli organi che di essi fanno parte, mettendo in evidenza la stretta dipendenza tra questi due apparati. Ha illustrato l’importanza della respirazione durante l’esercizio fisico, specie durante uno sforzo intenso; una perfetta respirazione dipende dall’efficienza dei muscoli respiratori principali (diaframma e intercostali) ed accessori (pettorali, scaleni, dorsali). Ha quindi parlato del movimento.
I principali responsabili dei movimenti sono i muscoli scheletrici, costituiti da fasci, a loro volta formati dall’insieme di numerose fibre muscolari.
Ma come avviene il movimento?
Il cervello, attraverso i nervi periferici, manda alle singole fibre muscolari degli impulsi elettrici che, una volta arrivati al muscolo tramite dei mediatori chimici, provocano l’accorciamento simultaneo e coordinato, ne determinano la contrazione del muscolo. Per contrarsi i muscoli hanno bisogno di notevoli quantità di energia, e come le automobili hanno bisogno di carburante: ATP,  PC (fosfocreatina), Glicogeno.  Ha illustrato i principali effetti del movimento sulla salute. Il movimento che può essere passivo o attivo, evita blocchi articolari, aderenze capsulo- legamentose, migliora il Circolo Artero-Venoso, conserva l’immagine motoria, migliora il controllo e la coordinazione muscolare, aumenta il senso di sicurezza motoria.
I principali problemi muscolari o osteoarticolari possono essere le Contratture: le fibre rimangono contratte in modo anormale; le Distrazioni: rottura di un piccolo numero di fibre; gli Stiramenti: rottura di un numero maggiore di fibre; gli Strappi: rottura di un intero fascio muscolare; le Tendiniti: infiammazione dei tendini.
Uno degli aspetti maggiormente negativi per la nostra salute, causato dalla forte tecnologizzazione in atto negli ultimi anni, è la sedentarietà.
Sedentarietà: malattia Ipocinetica (dal greco ipo = meno, chinesis = movimento).
La sedentarietà è una vera malattia che può provocare gravi danni. E’ una forma di pigrizia mentale e fisica che conduce ad adagiarsi sulle comodità evitando qualsiasi tipo di sforzo che non sia strettamente necessario. Non colpisce solo gli adulti, ma ultimamente il fenomeno è in aumento anche tra bambini e adolescenti.
È importante, quindi, avviare i bambini ad una attività sportiva ludica polivalente e di tipo multilaterale.
I danni provocati dalla sedentarietà sono l’Obesità: accumulo di grasso in eccesso; l’Osteoporosi: fragilità ossea; la Scarsa efficienza muscolare: affaticamento. Il movimento incide sulla nostra salute perché  contrasta l’ipertensione, riduce il rischio di infarto del miocardio, previene il rischio di un secondo infarto del miocardio, previene le complicazioni dell’IVP, contrasta l’Osteoporosi, contrasta l’Artrosi.
La pratica dello sport, specie se impegnativo, richiede perfette condizioni di salute; nel nostro paese, prima di iniziare uno sport, è obbligatoria la visita medica ed è bene comunque associare alla pratica sportiva stili di vita sani.
Particolare importanza, per mantenersi in buona salute, assume una corretta alimentazione, poiché un’alimentazione sbagliata comporta diversi rischi:
Obesità, Colesterolo (alta percentuale di grasso nel sangue), Aterosclerosi (indurimento delle arterie), Infarto (morte di fibre muscolari cardiache), Diabete, Glicemia (alto livello di glucosio nel sangue).
La relazione è stata molto apprezzata dai presenti che hanno rivolto all’oratore diverse domande per ottenere consigli pratici.
D.M.