domenica 9 ottobre 2016

U N I V E R S I T À   D E L L A   T E R Z A   E T À
U N I T R E
U N I V E R S I T À   D E L L E   T R E   E T À

Sede di Oppido Lucano (PZ)





Mercoedì 12 Ottobre 2016

alle ore 18.30

presso la Biblioteca Comunale

il Prof. Rocco BASILIO

terrà la seguente conferenza:

“I Muri nella storia”






Gli iscritti e tutte le persone interessate sono invitati




martedì 4 ottobre 2016


Lettera del Presidente Nazionale in occasione dell'apertura dell'Anno Accademico 2016/2017

Alla Presidente Onoraria Irma Maria Re, Ai Consiglieri Nazionali
Alle UNITRE tutte, Ai Presidenti, Ai Consigli Direttivi,
Agli Associati Docenti e Studenti, Ai Volontari


Amiche e amici carissimi,

         insieme a Voi mi appresto a iniziare il nuovo Anno Accademico 2016-2017 con la consapevolezza di avere finora percorso un cammino condiviso di pensiero e di opere e di avere goduto con Voi di quei frutti  sempre più ricchi di soddisfazione interiore, che solo può concederci un volontariato vissuto senza competizione, solidale e generoso come il nostro.
         Sarà questo l’ultimo anno del mio mandato presidenziale: nei mesi che mi restano mi impegnerò a completare quel programma per il quale mi avete eletto nella speranza di presentarmi all’Assemblea generale per il rinnovo delle cariche istituzionali dell’UNITRE con l’animo sereno per avere fatto il mio dovere.
         Questo, almeno, è nei mie voti.
         Confesso che non è stato facile, e l’opera ancora è da compiersi, traghettare un’Associazione di Promozione Sociale come la nostra, fondata sul volontariato e sulla comunicazione interpersonale e intergenerazionale, in una società scossa in questi ultimi tempi da immani tragedie e segnata dalla paura e dall’incertezza, dove quotidianamente assistiamo allo sgretolamento di intere comunità e la competizione senza limiti cancella la solidarietà umana.
         Migrazioni bibliche ci costringono a vivere una situazione cosmopolita, nell’immediatezza di una condizione storica repentinamente e senza preavviso mutata; ci troviamo  a coabitare con culture, costumi e fedi diverse senza averne elaborato i principi e le logiche. Fatichiamo a comprendere la realtà in cui viviamo: da qui un senso di smarrimento e inquieta ricerca di una soluzione radicale che risolva le nostre paure, da qui l’idea del muro, dell’argine da opporre alla deriva.
         La divisione accentua e moltiplica le divisioni: integrazione e accoglienza non sono più problemi sociali e della nostra coscienza, ma problemi da affidare alla polizia e all’esercito, in estremo a uomini forti, improvvisati demagoghi, che in una società dominata dalla paura prospettino rimedi immediati e risolutivi.
         Noi, donne e uomini dell’UNITRE, possiamo e dobbiamo opporci all’etica del rifiuto e della barriera, alimentando in noi gli anticorpi all’autoritarismo e coltivando piuttosto quella consapevolezza cosmopolita che ci aiuti a capire e interpretare le logiche delle attuali emergenze.
         Apriamoci al sociale e portiamo la nostra idea progressista e dinamica di cultura in mezzo alla gente, tonifichiamo il quotidiano con il nostro progetto di vita positivo ed ispirato sempre ad un criterio di naturalità.
         Nelle difficoltà del momento dobbiamo offrire un contributo forte per favorire il controllato processo di integrazione fra sensibilità e tradizioni le più varie, collocarci come ponte di comunicazione e apertura al diverso.
         Con gli amici dell’Esecutivo stiamo elaborando progetti da portare all’attenzione del prossimo Consiglio Nazionale, iniziative  che diano ancora più visibilità alle Sedi attraverso azioni collettive di forte impatto sociale e culturale sul territorio.
         Si prospetta un anno di grande impegno, da vivere tutti insieme come un corpo unico con entusiasmo e generosa vitalità.
         Rimarremo costantemente in contatto. L’Associazione Nazionale Vi è e Vi sarà vicina con il pensiero e con il cuore, e con i mezzi di comunicazione tradizionali e informatici: abbiamo infatti terminato di impiantare una complessa struttura mediatica su base digitale e modernizzato la Segreteria sì da offrirVi risposte e consulenze in tempi rapidissimi. Tutto senza spese, grazie al volontariato.
         Come già abbi a scriverVi, il domani per noi è ormai già qui: ci prepariamo a raccogliere insieme  le sfide del futuro, forti, al presente,  di quel valore aggiunto che l’UNITRE vanta e che la contraddistingue nel variegato arcipelago dell’Associazionismo.
         Saluto con affetto e ringrazio i Componenti l’Esecutivo Nazionale e  i Consiglieri Nazionali, il personale della Segreteria Nazionale di corso Francia in Torino e i magnifici volontari.
         Rivolgo un pensiero particolare, interprete anche dei Vostri sentimenti, alla Presidente Onoraria Irma Maria Re.
         Abbraccio fraternamente on line  tutti gli amici delle Sedi UNITRE, che illuminano e impreziosiscono, come una costellazione il cielo, il bel territorio dell’Italia.
Buon Anno Accademico 2016-2017!

                                                                                     Gustavo Cuccini
                                                                           Presidente Nazionale UNITRE



Prot. 1780/GC/ep 12 settembre 2016


lunedì 12 settembre 2016

U N I V E R S I T À   D E L L A   T E R Z A   E T À
U N I T R E
U N I V E R S I T À   D E L L E   T R E   E T À

Sede di Oppido Lucano (PZ)



Agli iscritti UNITRE
Sezione di Oppido Lucano

È convocata per Mercoledì 05 ottobre 2016, alle ore 17.30 in prima convocazione ed eventualmente alle ore 18.30 in seconda convocazione, presso la Biblioteca comunale, l’Assemblea degli iscritti dell’UNITRE per discutere il seguente o.d.g.:

1.     - Relazione del Presidente sulle attività svolte nell'anno sociale 2015/2016;
2.    -Programmazione di massima delle attività da svolgere nell'anno sociale 2016/2017;
3.    -Approvazione rendiconto economico-finanziario 2015-2016;
4.     Predisposizione conto preventivo 2016-2017;
5.      Determinazione quota sociale;
6.     Proposte di modifiche allo statuto;
7.      Rinnovo cariche sociali;
8.   - Varie ed eventuali.


Oppido Lucano, 12-09-2016.                       Il Presidente



Via M. Pagano,- 85015 OPPIDO LUCANO (PZ)
E-mail: unioppido@gmail.com


Associazione di Promozione Sociale - Articolazione territoriale dell’Associazione Nazionale


Il giorno 07-09-2016, alle ore 18,30, nei locali della sede sociale si è riunito, previa convocazione, il Consiglio Direttivo dell’UNITRE di Oppido Lucano per discutere il seguente o.d.g.:

1.      Relazione del Presidente sulle attività svolte nell'anno sociale 2015/2016;
2.    - Programmazione di massima delle attività da svolgere nell'anno sociale 2016/2017;
3.    - Presentazione del rendiconto economico-finanziario;
4.      Proposte quota sociale;
5.       Convocazione Assemblea degli iscritti;
6.      Inizio attività didattiche;
7.     - Varie ed eventuali.
Oltre al Presidente Giuseppe De Felice, sono presenti i consiglieri Lioi Francesco S:, Palumbo Gaetano, Maglione Domenico, Scarfiello Francesco.
Presiede il Presidente Giuseppe De Felice, funge da segretario Maglione Domenico. Il presidente ripercorre tutta l’attività svolta nel corso dell’anno accademico, mettendone in risalto gli aspetti salienti. Collegialmente si conviene di proseguire, anche per il prossimo anno, con le stesse modalità organizzative. Il tema conduttore, su proposta del prof. Scarfiello, sarà quello dei “Muri” intesi come entità fisica e psicologica. Non sarà trascurata la trattazione di argomenti di carattere particolare come la medicina, la storia locale, la letteratura, e di quelli relativi ad accadimenti di carattere eccezionale o commemorativo.
Il consigliere G: Palumbo ha illustrato l’aspetto economico-finanziatio che sarà sottoposto all’approvazione dell’Assemblea
Il Consiglio demanda all’Assemblea la proposta per la determinazione della quota sociale.
Unanimemente si è convenuto di dare inizio all’attività didattica il giorno 12-10-2016 e di convocare l’Assemblea degli iscritti per il giorno 05-10-2016 con il seguente o.d.g.;
1.      - Relazione del Presidente sulle attività svolte nell'anno sociale 2015/2016;
2.     -Programmazione di massima delle attività da svolgere nell'anno sociale 2016/2017;
3.     -Approvazione rendiconto economico-finanziario 2015-2016;
4.       Predisposizione conto preventivo 2016-2017;
5.       Determinazione quota sociale;
6.       Proposte di modifiche allo statuto;
7.       Rinnovo cariche sociali;
8.    - Varie ed eventuali.
Esauraita la discussione degli argomenti posti all’o.d.g., la seduta si scioglie alle ore 20.15.
Oppido Lucano, 07-09-2016

         Il segretario                                                                 Il Presidente

         D. Maglione                                                                G. De  Felice



RIUNIONE DEL CONSIGLIO DIRETTIVO


Ai componenti del Consiglio Direttivo
e, p.c., agli iscritti UNITRE


Mercoledì 7 settembre 2016 alle ore 18.30, presso la Biblioteca comunale, si riunirà il Consiglio direttivo dell’UNITRE per discutere il seguente o.d.g.:

1.     - Relazione del Presidente sulle attività svolte nell'anno sociale 2015/2016;
2.    - Programmazione di massima delle attività da svolgere nell'anno sociale 2016/2017;
3.    - Presentazione del rendiconto economico-finanziario;
4.     Proposte quota sociale;
5.      Convocazione Assemblea degli iscritti;
6.     Inizio attività didattiche;
7.    - Varie ed eventuali.


Oppido Lucano, 31-08-2016.                       Il Presidente



Via M. Pagano,- 85015 OPPIDO LUCANO (PZ)
E-mail: unioppido@gmail.com

Associazione di Promozione Sociale - Articolazione territoriale dell’Associazione Nazionale


domenica 5 giugno 2016

21° INCONTRO –16 MARZO 2016 Rev.do D. Giuseppe GRECO
“Locantore: perseguitato di Oppido Lucano”
Il relatore, Don Giuseppe Greco, nella relazione odierna ha parlato delle vicende concernenti la nomina di Don Antonio Locantore a Parroco di Oppido, allora Palmira.
Alla fine del 1912, quando fu bandito il concorso per le parrocchie di Oppido e per quella di Cancellara, insieme ad altri sacerdoti, tra cui quelli di Oppido, presentò la sua domanda di partecipazione anche Don Antonio Locantore, giovane sacerdote nato a Montescaglioso il 24 gennaio 1887. Per diversi motivi il concorso fu espletato solo nell’aprile del 1913. L’Arcivescovo Anselmo Pecci nominò vincitore Don Antonio Locantore il 15 aprile e dispose l’emanazione della Bolla “in di lui favore” in data 22 aprile 1913.
         Prima ancora della pubblicazione della Bolla di nomina una petizione di oltre cento cittadini di Montescaglioso “implorava che il detto Sacerdote fosse lasciato in quel comune…” Alcuni giorni dopo il sindaco di Palmira si premura di far pervenire una lettera al Prefetto di Potenza e l’altra all’Arcivescovo di Acerenza. In entrambe esprime la sua preoccupazione per un malumore che serpeggia nella popolazione e “che potrebbe domani degenerare in seria agitazione per la nomina del titolare della Parrocchia di Palmira”…
Dello stesso tono la lettera inviata il giorno successivo all’Arcivescovo, con la quale il Sindaco faceva notare che “ la cagione del fermento promana dalla preferenza del forastiero – che verrebbe giustificato dall’aver conseguito il primo posto nella graduatoria – ai tre compaesani…”
Nel contempo all’indirizzo del nuovo Arciprete in Montescaglioso giungono lettere minatorie ed una cartolina anonima nella quale lo si accusa di aver vinto il concorso con minacce, imbrogli e sotterfugi. A questo riguardo Don Antonio esprime all’Arcivescovo tutto il suo dispiacere facendo anche intendere che avrebbe volentieri rinunciato all’incarico, rimanendo al suo paese, come del resto chiedevano i suoi concittadini.
Evidentemente quella nomina non era ciò che desideravano le famiglie notabili del paese.
         Mons. Pecci comprese bene che bisognava far decantare la situazione, tanto che Don Antonio giunse nella sua parrocchia solo all’inizio dell’estate del 1913. Animato da forte dinamismo iniziò subito a prendersi cura non solo delle anime ma anche della chiesa materiale. Diede inizio ai lavori alla chiesa madre ed al santuario di Belvedere, lavori che proseguirono anche negli anni successivi, 1919, 1920, quando provvide alla riparazione a all’accordatura del piccolo organo a canne del Santuario e nel 1922 ordinò la costruzione di due scale per il campanile.
“Il suo impegno principale, però, lo profuse nel culto del SS.mo Sacramento, precisò l’orario delle messe e fondò la Congrega del SS.mo Sacramento.
Notevole fu la cura pastorale di D. Antonio Locantore per la Congrega e questa concorse in maniera esemplare al rifiorire della vita cristiana e della pietà eucaristica nella Parrocchia. Le frequenti riunioni con i Confratelli e le Consorelle riuscirono a diffondere notevolmente il culto eucaristico. Ai primi Confratelli si unirono ben presto numerosi altri, dedicandosi a questa esperienza di fede per tutta la vita.
D. Antonio allargò la partecipazione alla Congrega anche alle donne che si iscrissero numerose. Né D. Antonio si limitò a queste attività di ordine liturgico, ma impegnò le sue energie anche in attività di carattere assistenziale e caritativo”.
Una bella strofa della Storia di Teresa Calabrese dice:
Scia a cunfessà tutt’i malati,
lu prima addummanne: chè tenite?
Si era ricco gli dacia conforto.
si era povre facia la caritaie!
“Tra i gesti di carità più delicati - e non pochi - che ancora oggi lo ricordano con viva riconoscenza, bisogna rammentare l’assistenza ai figli dei combattenti della prima guerra mondiale, particolarmente agli orfani di quell’immane tragedia. D. Antonio raccoglieva questi fanciulli e fanciulle per tutta la giornata, o gran parte di essa, in casa sua, nel largo della Via Gradelle; amorevolmente dava loro da mangiare e non di rado li puliva così come una madre fa con i propri figli. Grande fu la riconoscenza di molte mamme, ma non mancò chi rispose con ingratitudine”.
Anche a questa situazione fa riferimento la Storia con una punta di amara ironia:
Ri guideve pure l’hanno cundannato,
gli hanno rinnuto lu bene ricevuto
Pure gli flgli ni gli ha tenuti,
quanno gli hanno purtati tutti spurcati,
ind’a ri mani soje gli ha ‘nginteluti,
doppi ri begli cose gli ha ‘mbarate!
Lu giorno la tavola ha preparato,
quanne ri mamme fore sonne sciute,
Pi’ no gli fa scì p'ind‘a ri strate,
ind’a la casa soje gli ha tenuti.
         Per tutta riconoscenza proprio alcuni reduci e combattenti si resero protagonisti di un deprecando gesto nei confronti di D. Antonio nel giorno del Corpus Domini del 1922, quando cercarono di strappare dalle mani del parroco l’ostensorio d’argento. Aggredito con un coltello dal priore della congrega dell’Assunta che reclamava una precedenza nella processione, D. Antonio non si sarebbe salvato senza l’intervento dei circostati.
Erano, questi, episodi isolati o malumori che covavano fin dal suo arrivo a Palmira circa dieci anni prima? La goccia che fece traboccare il vaso fu l’iniziativa intrapresa da D. Antonio di dare un pezzo di terra a quei contadini che, rientrati dal servizio alla Patria durante la prima guerra mondiale, chiedevano un lavoro ed un pezzo di pane. Fondò una cooperativa di lavoro ed ottenne l’assegnazione di terreni incolti di proprietà dei conti Lehon di Parigi.
Immediata fu la reazione dei grandi latifondisti che servendosi di alcuni facinorosi, compirono atti vandalici nei confronti del Locantore che fu costretto a fuggire attraverso una finestra che dava sue tetti e trovare riparo in casa di persone amiche. Ma ben presto, anche in seguito a delazioni, fu individuato il suo rifugio, fu prelevato ed affidato ad una persona che su di un calesse lo condusse a Genzano, presso la casa del parroco del posto. L’indomani mattina Don Antonio si recò ad Acerenza per mettere a conoscenza dei fatti l’Arcivescovo per poi tornare presso i suoi a Montescaglioso. Ma D. Antonio non era persona da arrendersi così facilmente ai soprusi e pretese ed ottenne, “sufficientemente scortato dalla forza dell’ordine il ritorno nella sua parrocchia di Palmira”, dove rimase fino al 1925, quando, eletto Canonico nel Capitolo Cattedrale, fu trasferito a Potenza, dove rimase fino alla morte.
         Storia triste, incredibile ma vera, che ha tenuto a bocca aperta tutto l’uditorio che alla fine ha ringraziato Don Giuseppe con un caloroso applauso.
D.M.